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APPELLO PER LA RACCOLTA DELLE CIMICI ASIATICHE

In questo periodo le cimici si trovano ancora all’interno o nei pressi delle abitazioni, ma anche negli orti e nei giardini, soprattutto nelle zone di campagna. Al fine di proseguire l’allevamento massivo delle cimici asiatiche per la produzione degli insetti antagonisti da rilasciare in campo, la Fondazione Edmund Mach chiede ad agricoltori e cittadini di contattarci in caso di rilevamento di cimici asiatiche vive (almeno 10 esemplari) per prenotare il ritiro a domicilio da parte dei tecnici FEM.

RITIRO A DOMICILIO

I cittadini che trovano 10 o più cimici possono chiederne il ritiro parte dei tecnici FEM, che avverrà rispettando scrupolosamente le misure per il contenimento del Coronavirus.

CONTATTACI PER PRENOTARE IL RITIRO

Invia un messaggio WhatsApp al numero 331.6451211 o una mail a monitoraggio.cimice@fmach.it (indica il nominativo, indirizzo e il numero di cimici ritrovate).
Oppure puoi telefonare al numero
331.6451211 (dal lunedì al giovedì ore 8.00-12.00 e 13.30-16.30 / venerdì 8.00-12.00)

MODALITÀ DI RACCOLTA E CONSERVAZIONE

- raccogliere le cimici vive in un contenitore pulito, asciutto e sufficientemente ampio da non ammassarle (anche barattoli di conserve recuperati)

- tappare il contenitore con un coperchio forato oppure con foglio di carta da cucina fissato con un elastico con all’interno della verdura (un fagiolino o un pezzo di carota) o frutta (un pezzo di mela).

Grazie per la collaborazione!

Ganaspis contro Drosophila suzukii: conclusa la prima stagione dei "lanci" in Trentino

01/10/2021

COMUNICATO STAMPA

Al via il secondo anno di rilasci delle vespe samurai in Trentino per contrastare la cimice asiatica. L'autorizzazione ministeriale appena arrivata consente di immettere nel territorio provinciale Trissolcus japonicus, l’agente di controllo in grado di parassitizzare le uova della cimice asiatica e ridurre cosi la popolazione che sta creando notevoli danni all'agricoltura. Alla Fondazione Mach era tutto pronto da settimane e appena arrivato il via libera ufficiale sono partiti immediatamente i primi rilasci in 44 siti trentini.

In occasione dell'ultimo rilascio a Pergine Valsugana, nei campi sperimentali della FEM, con il presidente FEM, la dirigenza e i tecnici che seguono l'attività in campo, era presente anche l'assessore provinciale all'agricoltura della PAT che ha definito l'autorizzazione ministeriale e il conseguente rilascio del parassitoide un momento importante dopo tanti mesi di lavoro da parte della Fondazione Mach e della Provincia autonoma di Trento. Ora l'attenzione è rivolta ai monitoraggi in campo per verificare l'insediamento del nuovo insetto e predisporre la dettagliata relazione da inviare al Ministero entro il mese di dicembre 2021. Claudio Ioriatti, dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico, spiega che dalle ricerche condotte in diversi laboratori sia statunitensi che europei G. brasiliensis è risultato essere, per la sua elevata specificità, il candidato migliore per attivare programmi di lotta biologica. Sulla base di queste evidenze, sono stati predisposti (es. USA, e Italia) o sono in corso di preparazione (es. Francia, Svizzera) gli studi sulla valutazione del rischio, documenti indispensabili per il deposito della richiesta di autorizzazione al rilascio del parassitoide. In questa corsa all’ottenimento dell’autorizzazione, l’Italia è stata la prima a tagliare il traguardo e per il momento è quindi la sola nazione in cui sia stato consentito il rilascio di G. brasiliensis per il controllo di D. suzukii.Il via libera del Ministero della transizione ecologica è arrivato ad agosto e la FEM si è attivata fin da subito con il rilascio in campo in 12 siti, mentre nelle camere di quarantena prosegue l'allevamento e la riproduzione dell'insetto.

La lotta biologica contro la Drosophila suzukii si inserisce, al pari della cimice asiatica, all'interno del progetto SWAT finanziato dalla Provincia autonoma di Trento. La FEM con il Servizio agricoltura della Provincia autonoma di Trento rappresenta il Trentino nel tavolo nazionale Drosophila suzukii coordinato dal CREA-DC. Ma ci sono altre regioni che hanno ottenuto l'autorizzazione accanto alle Province autonome di Trento e Bolzano: Veneto, Valle d'Aosta, Piemonte, Emilia Romagna, Campania, Sicilia e Puglia.

Ad oggi gli allevamenti di G. brasiliensis alla FEM contano migliaia di esemplari con una produzione mensile di oltre 7000 individui. Dodici i siti trentini nei quali sono stati rilasciati gli esemplari di Ganaspis, corrispondenti alle aree a maggiore vocazione cerasicola e di piccoli frutti, vale a dire: Valsugana (5 siti), Val d'Adige (4 siti), Vallagarina (1 sito), Valle dei Mocheni (1 sito), Altopiano di Pinè (1 sito).

A seguito dei rilasci del parassitoide è previsto un programma di monitoraggio pluriennale per valutarne in sicurezza gli eventuali impatti sugli ecosistemi locali e l'efficacia nei confronti della Drosophila suzukii. Gli esiti del piano di monitoraggio e una dettagliata relazione saranno trasmessi al Ministero entro il mese di dicembre 2021.

Per effettuare i rilasci di G. brasiliensis sul territorio è stata necessaria una specifica autorizzazione del Ministero della transizione ecologica, chiamato a valutare l’analisi dei rischi diretti e indiretti legati all’immissione dell’ACB (agente di controllo biologico) sulla biodiversità.

La Fondazione Edmund Mach ha pertanto predisposto un articolato documento di valutazione del rischio: un dossier di 120 pagine che descrive le caratteristiche biologiche ed ecologiche della specie G. brasiliensis e i possibili impatti sull’ecosistema. Le sette regioni e due province autonome di Trento e Bolzano partecipanti al gruppo nazionale per il lancio dell'antagonista hanno sottoscritto e inviato il 7 maggio la domanda di rilascio al MITE, unitamente allo studio del rischio. L'iter ha previsto un passaggio all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), alle agenzie di protezione ambientale regionali e provinciali (ARPA e APPA) ed infine ai Ministeri dell'ambiente e agricoltura.

sc

Drosophila Suzukii, identificato in Trentino il parassitoide alieno Leptopilina japonica


23/09/2020

COMUNICATO STAMPA

Grazie al recente ritrovamento sul territorio provinciale della Leptopilina japonica, un parassitoide alieno in grado di contrastare la Drosophila suzukii, si aprono nuove prospettive nell’ambito del controllo biologico del moscerino che si nutre della polpa dei piccoli frutti e che sta creando ingenti danni ai produttori trentini, e non solo.

Questo insetto alieno, trovato in un ciliegeto in valle dell’Adige, mostra delle somiglianze ed integra validamente l’attività che verrà svolta dall’altro parassitoide, il Ganaspis brasiliensis, appena importato dalla Svizzera e attualmente in sperimentazione nelle celle di quarantena della FEM e che rimane tuttora il principale candidato nella implementazione della lotta biologica. I due insetti svolgeranno un’azione sinergica, dunque, nel controllo biologico della Drosophila suzukii.

La scoperta è stata realizzata nell’ambito di un dottorato di ricerca attivato da FEM e Università del Molise con il contributo di Sant’Orsola S.C.A e, più in generale, è frutto del progetto "lotta biologica alla specie aliena" finanziato dalla Provincia autonoma di Trento.

Il monitoraggio territoriale eseguito dalla FEM al fine di verificare l’andamento della popolazione, il livello di infestazione della frutta coltivata e spontanea e la presenza di antagonisti di Drosophila suzukii, insetto che continua a causare ingenti danni alle coltivazioni dei frutti a polpa rossa, ha consentito dunque la cattura di un parassitoide alieno mai riscontrato al di fuori del suo areale di origine e mai segnalato fino ad ora in Europa. La Leptopilina japonica risulta molto attiva nelle zone di origine (Asia) su larve di D. suzukii.

Dopo l’iniziale riconoscimento, basato sui caratteri morfologici, è stata necessaria una conferma attraverso l’analisi molecolare, il cui responso è giunto recentemente ed ha confermato la prima identificazione. “A seguito di questo primo ritrovamento - spiegano Alberto Grassi e Simone Puppato del Centro Trasferimento Tecnologico FEM - si è dato avvio ad uno specifico studio che ha previsto il campionamento di frutti coltivati e selvatici raccolti direttamente dalla pianta e conservati in cella climatica al fine di verificare l’eventuale sfarfallamento di altri parassitoidi alieni. L’indagine è ancora in corso, ma è possibile fin d’ora affermare che la presenza di L. japonica è già diffusa in provincia, in quanto è stata riscontrata in altri cinque siti distanti fra loro fino a 20 km e collocati ad altitudini comprese fra 211 e 685 m s.l.m.”.

Vespe samurai in arrivo in 44 siti trentini: parte il 2° anno di rilasci contro la cimice


08/07/2021

COMUNICATO STAMPA

Al via il secondo anno di rilasci delle vespe samurai in Trentino per contrastare la cimice asiatica. L'autorizzazione ministeriale appena arrivata consente di immettere nel territorio provinciale Trissolcus japonicus, l’agente di controllo in grado di parassitizzare le uova della cimice asiatica e ridurre cosi la popolazione che sta creando notevoli danni all'agricoltura. Alla Fondazione Mach era tutto pronto da settimane e appena arrivato il via libera ufficiale sono partiti immediatamente i primi rilasci in 44 siti trentini.

Vengono rilasciate cento femmine per ogni sito (con la presenza di almeno un ulteriore 10% di maschi) per tre volte a distanza di 20 giorni l’una dall’altra. Un’operazione preparata nel dettaglio dal gruppo di lavoro della Fondazione Edmund Mach da anni in prima linea per affrontare questa emergenza. Per raggiungere una situazione di equilibrio ci vorrà qualche anno ma già nel 2020, primo anno di rilasci, i risultati sono stati oltre le aspettative, con un insediamento delle vespe samurai nel 30% dei siti trentini.

I punti di rilascio riguardano tutte le zone a maggior presenza della cimice asiatica: Alto Garda, Valle di Loppio, Valle dei Laghi, Vallagarina, Trento, Piana Rotaliana, Val di Non, Valsugana e Val di Cembra.

L’attività di rilascio, che durerà un paio di mesi, si inserisce nell’ambito dello specifico progetto per la lotta biologica SWAT, finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, e all'interno del programma nazionale di lotta biologica coordinato dal CREA - Difesa Certificazione.

La vespina, che si riproduce a spese del suo ospite deponendo le proprie uova all'interno delle uova della cimice asiatica, è assolutamente innocua per l'uomo e per gli altri organismi. Per allevare la vespina è stato necessario raccogliere migliaia di esemplari di cimice asiatica e grazie alla collaborazione della cittadinanza anche quest'anno il piano di raccolta sta portando centinaia di esemplari negli allevamenti FEM.

Proprio in questi giorni è uscito un approfondimento monografico edito dalla FEM e realizzato sempre nell’ambito del progetto SWAT, dal titolo “Cimici. Guida al riconoscimento delle specie di interesse agrario nel Nord Italia”. Si tratta di uno strumento utile al riconoscimento di alcune specie di cimici e rivolto ad agricoltori, tecnici, studenti e naturalisti.

https://www.fmach.it/Servizi-Generali/Editoria

Dallo scorso anno è attivo anche un sito dedicato che fornisce informazioni precise e aggiornate sugli sviluppi della lotta biologica in provincia di Trento nei confronti della cimice asiatica e di altre specie aliene invasive.

https://lottabiologica.fmach.it

sc

Lotta alla Drosophila suzukii, importato l’antagonista Ganaspis brasiliensis.


11/08/2020

L’antagonista esotico è stato prelevato in Svizzera e trasferito oggi alla FEM che coordina il programma di sperimentazione a livello nazionale.

Ottenuta due mesi fa l’autorizzazione ministeriale per l’importazione su parere espresso dal Servizio Agricoltura-Ufficio Fitosanitario della Provincia autonoma di Trento, il Ganaspis brasiliensis, il parassitoide che servirà a combattere la Drosophila suzukii è arrivato oggi in Italia per iniziare la sperimentazione alla Fondazione Edmund Mach che coordina il programma a livello nazionale. L’antagonista esotico è stato prelevato, seguendo tutte le misure di sicurezza previste dai regolamenti, dai laboratori del CAB International, importante centro di ricerca svizzero con cui FEM si coordina a livello internazionale nell’ambito della lotta alla Drosophila suzukii, il moscerino dagli occhi rossi che si nutre della polpa della frutta rossa prima che giunga a maturazione. Ora per il Ganaspis inizia il periodo di sperimentazione in quarantena; il prossimo passo sarà la presentazione dello studio del rischio che valuti l’impatto del parassitoide sugli ecosistemi locali in caso di liberazione sul territorio. Tale studio è un requisito fondamentale per ottenere l’autorizzazione al rilascio e verrà presentato alle autorità preposte entro la primavera 2021. In questo lavoro FEM integrerà gli studi già svolti presso CAB e negli Stati Uniti prendendo in considerazione le condizioni ecologiche specifiche degli ambienti italiani. Per dare maggior rilevanza allo studio, la Fondazione ha ritenuto opportuno creare un gruppo di lavoro coinvolgendo nel progetto il CREA Firenze e numerose università e istituti di ricerca sparsi sul territorio nazionale e assumendo il ruolo di coordinatrice dei lavori. Una volta approvato lo studio del rischio, si potrà procedere all’avvio di un programma di lotta biologica per il controllo su scala territoriale di Drosophila suzukii, analogo a quello già partito nei confronti della cimice asiatica con la vespa samurai.


COMUNICATO STAMPA

29/07/2020


Il monitoraggio territoriale di Drosophila suzukii


19/06/2020

Nel corso dell'inverno il monitoraggio territoriale ha evidenziato i livelli di cattura degli adulti di Drosophila suzukii superiori alle precedenti stagioni, probabilmente a causa di un andamento climatico caratterizzato da temperature superiori alla media.

Durante i mesi di maggio e inizio giugno le catture si sono poi assestate su valori molto bassi, ricalcando l’andamento storico e caratteristico del volo di questo insetto; in questa fase si realizza il passaggio dalla popolazione svernante a quella delle nuove generazioni estive. (Alberto Grassi)


Lanci di cimice asiatiche


18/06/2020

Sono iniziati i rilasci in campo della vespa samurai per contrastare la cimice asiatica. Un'operazione preparata nel dettaglio dal gruppo di lavoro della Fondazione Edmund Mach, da anni in prima linea per affrontare questa emergenza e che grazie alla recente normativa che consente l'uso dei parassitoidi in può finalmente concretizzare. Oggi al lancio erano presenti l’assessore provinciale all’agricoltura, Giulia Zanotelli, il presidente FEM Mirco Franco Maria Cattani, il direttore generale FEM Mario Del Grosso Destreri, il dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico Claudio Ioriatti, oltre ai ricercatori e tecnici coinvolti nel gruppo di lavoro.

RACCOLTA CIMICI ASIATICHE


18/06/2020

Ad oggi, grazie alla campagna di raccolta che ha coinvolto la popolazione della provincia di Trento, abbiamo raccolto oltre 18.000 cimici. Vedi qui il dato aggiornato in tempo reale!



Durante questa settimana iniziano i lanci di Trissolcus japonicus, la microvespa samurai


16/06/2020

In base a rigorosi criteri nazionali ed ai dati del monitoraggio pluriennale della cimice sono stati individuati i siti nei quali verrà rilasciato T. japonicus in Trentino. Tali siti, alcune decine, sono distribuiti su tutto il territorio provinciale e collocati in prossimità delle principali aree frutticole in cui è stata riscontrata una elevata densità di popolazione della cimice. Si tratta di ambienti semi-naturali ed a ridotto input chimico, quali siepi e boschi ai margini di colture agrarie. In ogni sito verranno effettuati tre rilasci di 100 femmine e 10 maschi, a distanza di 20 giorni l'uno dall'altro. Questo favorirà nell’immediato l’insediamento della specie nel territorio e nel tempo, la riduzione della presenza della cimice asiatica.